In una recente intervista Ralph Fiennes ha annunciato che non apparirà in Harry Potter e il Principe Mezzosangue: vedremo Voldemort solo da giovane, interpretato da altri attori...
Fonte: AICN
Non vedremo Voldemort in Harry Potter e il Principe Mezzosangue, o meglio vedremo molto le sue versioni più "giovani", ma mai il Voldemort interpretato da Ralph Fiennes.
E' lo stesso attore a rivelarlo in una recente intervista, rilasciata durante la promozione del suo nuovo film In Bruges. Fiennes ha anche ammesso di non aver ancora firmato alcun contratto per il settimo film, sebbene sia scontato il suo ritorno nella parte.
Apparirà nel Principe Mezzosangue? Quello che stanno girando ora... no, non ci sono.
Quindi solo suo nipote interpreta [Voldemort]... Mio nipote interpreta solo un paio di scene, penso, dove appare il Voldemort più giovane [Tom Riddle]. Presumo che la maggior parte della storia passata di Voldemort verrà interpretata da un attore decisamente più adulto [Frank Dillane].
E lei ha già firmato per tornare nell'ultimo film? Non ancora, no.
E' stato divertente vedersi in versione "serpentesca" per i due film dove lei è apparso? Sì, in particolare mi è piaciuto recitare nel primo film che ho fatto. Nel secondo, Voldemort appare più come una specie di sensazione nella testa di Harry, mentre nel primo che ho girato, diretto da Mike Newell, c'era questa fantastica scena della rinascita [di Voldemort] nel cimitero che mi piacque molto interpretare. Mi sono divertito molto a lavorare in questi film, ma non sono mai stato un patito dei libri. Non sono riuscito a starci dietro molto. Quando andai alla premiere del primo dei film che ho girato la sensazione, per la prima volta, di quanto fosse straordinaria la natura di tutto questo.
C'erano bambini che gridavano alla sua vista durante la premiere? Sì! Il rumore che faceva la gente, e l'eccitazione... è stato un vero fenomeno, lo è l'intera saga. E penso che il film diretto da David Yates, l'ultimo uscito, sia particolarmente buono. Mi è piaciuto il suo stile, molto più adulto, era definito nel modo in cui è stato girato e illuminato. E' un franchise che poteva tranquillamente non essere approfondito, ma penso che a livello cinematografico abbia avuto uno sviluppo, e i produttori sono stati intelligenti a mantenere tutto ciò vivo e attuale.
Harry Potter e il Principe Mezzosangue, per la regia di David Yates, esce il 28 novembre 2008.
Mai fidarsi di Harry Potter: causa astinenza e depressione, e ancora non fa parte del canone
Che il mito di Harry Potter stia tramontando? Tra le foto sexy di Luna Lovegood e i baci inaspettati a Daniel Radcliffe, senza dimenticare l'ormai sdoganato Potter nudo di Equus, forse Harry Potter sta perdendo punti. I genitori inglesi ad esempio gli preferiscono Le cronache di Narnia: Il Leone, la Strega e l'Armadio è il miglior libro per ragazzi mai scritto.
Questa la motivazione:
Noi dell'associazione BookTrust promuoviamo solo il piacere della lettura, sia che ci si rivolga ai grandi classici o al desiderio di provare qualcosa di nuovo. La top-50 mostra un affascinante mix di titoli contemporanei e classici della letteratura per ragazzi e ha qualcosa da offrire per tutti.
In questa classifica Harry Potter perde posizioni. Al secondo posto c'è Il Bruco Molto Affamato, di Eric Carle; terza La Banda dei Cinque, di Enid Blyton, quarto Winnie Pooh di AA Milne, quinto GGG di Roald Dahl.
Si tratta di tasselli fondamentali della letteratura inglese per l'infanzia. Non a caso Roald Dah è in classifica con sei diversi titoli, tra cui anche la Fabbrica di cioccolato che grazie a Tim Burton ha fatto il meritato salto generazionale oltre che mediale, passando da libro a televisione.
Harry Potter è troppo giovane per rientrare in questa classifica: i libri di J.K. Rowling, scritti tra il 1998 e il 2008, hanno già raggiunto diversi record e hanno fatto storia. Una storia recente però: perché un romanzo rientri tra le letture canoniche ci vuole tempo.
Harry Potter invece si è bruciato in frettissima: dieci anni, sette libri e sei film, miliardi di copie vendute, miliardi di lettori. Non confondiamo però il successo con l'ingresso di un volume nella memoria collettiva: solo il tempo potrà dirci cosa ne sarà di Harry Potter. Intato i fan hanno un subdolo nemico: la crisi d'astinenza.
Un fan su 10 di Harry Potter manifesta alcuni sintomi depressivi dopo l'uscita dell'ultimo e, pare, conclusivo libro della saga del piccolo mago. Lo sostiene Jeffrey Rudski, professore di psicologia al Muhlenberg College di Allentown, Pennsylvania, che ha intervistato quattromila piccoli fans di Harry, Hermione e tutti gli altri. Il suo lavoro è stato sottoposto alla rivista scientifica Journal of General Psychology. In America e in Inghilterra le questione ha avuto un'enorme risonanza sulla stampa e sulle televisioni.
Una dipendenza che arriva dalla fantasia ma pur sempre una dipendenza. I sintomi sono preoccupanti secondo lo psicologo che ha individuato una vera e propria liturgia del culto di Potter: Passano almeno quattro ore al giorno pensando, parlando, leggendo, giocando a Harry Potter. Questa regolarità e incontrollata abitudine si può accomunare ad una dipendenza. Non a caso, infatti, alcuni dei lettori hanno sviluppato una sorta di crisi d'astinenza.
Si parla di un mondo ausiliarsio, quell'universo a cui fanno riferimento i fan una volta che i libri e i film sono finiti: una linea sottile separa l'attività del fandom con fanfiction e fanfilm dalla patologia. Preoccupanti ad esempio i commenti di utenti che accusano e minacciano la Rowling, colpevole di aver concluso la saga; cose come queste:
Voglio che J.K. Rowling sappia che la odio perché ora non ho più nulla per cui vivere. [fonte]
Casi limite, vero. Però ogni tanto certi commenti fanno pensare.
Ecco cosa ne pensiamo noi, da profani della psicologia ma amanti della lettura. La fantasia delle nuove generazioni viene positivamente stimolata da Harry Potter e simili storie ma sembra poi non essere in grado di farne a meno: non sarà che non siamo più capaci di sognare, forse a cuasa dei troppi stimoli che riceviamo dai media?
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